monet bordighera

Quando nel 1883, Claude Monet con Auguste Renoir, durante un viaggio itinerante, da Parigi sino a Genova, scopre Bordighera, ne rimane talmente affascinato da volervi ritornare l’anno dopo, da solo, per almeno un mese, come scrive nella lettera del 12 gennaio 1884, indirizzata al suo gallerista Durand-Ruel: «Gentile Signor Durand-Ruel, voglio passare un mese a Bordighera, uno dei luoghi più belli che abbiamo visto durante il nostro viaggio. Da laggiù, nutro la speranza di portarvi tutta una serie di cose nuove.» La luce e i colori di Bordighera lo colpiranno a tal punto, da farlo rimanere più di tre mesi, eseguendo nella cittadina e nei suoi dintorni ben 38 dipinti, alcuni dei quali adesso presenti nella grande mostra di Genova e riprodotti in queste pagine.


Un luogo lo stupirà maggiormente, il Giardino Moreno, del quale già sul finire del 1870 si parlava, con toni entusiastici, nelle prime guide turistiche europee. Un giardino con ulivi, aranci, limoni, mandarini, palme e piante rare, che si estendeva per quasi 80 ettari, dal mare alla collina. Il suo proprietario Francesco Moreno – ricco produttore e commerciante di olio di oliva e limoni ‌– era membro di una delle più antiche famiglie bordigotte, e morirà pochi mesi dopo la partenza di Monet. Nella lettera del 5 febbraio 1884 ad Alice Hoschedé, Monet scrive: «Un Giardino come quello è indescrivibile, è magia pura, tutte le piante del mondo crescono là nella terra e senza sembrare curate; è un groviglio di palme di ogni varietà, di ogni specie di aranci e mandarini.» Oggi questo luogo sopravvive nei giardini di Villa Palmizi, di Villa Schiva – sull’antica Via Romana – e in quello dell’attuale Villa Mariani, alle spalle del centro storico.
In occasione della mostra genovese, chi vorrà recarsi a Bordighera potrà ripercorrere i “sentieri di Monet”, vedere i luoghi dove l’artista francese pose il cavalletto ed eseguì i suoi capolavori. Potrà toccare con mano gli ulivi da lui dipinti, vedere ancora intatta la Villa Etelinda, già denominata Villa Bishoffsheim, immortalata in due sue tele, le vedute di Ventimiglia e della Costa Azzurra, nonché Bordighera vista dalle alture e dall’antica “Torre Mostaccini”. Un’esperienza irripetibile. Un tuffo nella bellezza e nella storia.

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