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Molte sono le ipotesi nate a proposito della scelta da parte di Nobel di trasferirsi a Sanremo acquistando la villa. Probabilmente si sono sovrapposte più motivazioni, non ultima la salute. All'inizio del 1890 la salute di Nobel lasciava alquanto a desiderare. Soffriva di disturbi circolatori, di forti dolori di angina pectoris e di frequenti raffreddori. La sua salute richiedeva un clima più secco e più mite di quello tipico degli inverni parigini. Nobel desiderava vivere in un ambiente diverso e più tranquillo, in cui gli sarebbe stato possibile mettere a punto tutti i progetti e le invenzioni che aveva allo studio: ed è così che Nobel, anche a causa delle difficoltà che lo avevano tormentato durante i suoi ultimi anni a Parigi, decide di trasferire gran parte della sua attività a Sanremo.
Ragnar Sohlman, assistente di Nobel e suo esecutore testamentario, accenna a un viaggio compiuto da Nobel in Italia quando era ancora giovane. L'Italia che da sempre aveva esercitato un forte fascino sui popoli nordici, non poteva non esercitarlo anche su Alfred Nobel. Sull'amore per l'Italia ha probabilmente influito Percy Bysshe Shelley, il poeta preferito in giovane età e al quale si era ispirato per il suo poemetto L'Enigma. E proprio Shelley nelle sue poesie ha cantato spesso l'Italia, perché la prediligeva sopra altra nazione al mondo.

Molto interessante è l'accenno alla scelta di Sanremo da parte di Nobel, che è possibile leggere nel libro Nobel. Una biografia, scritto da Staffan Tjerneld:

"La sua salute richiedeva un clima più mite e più secco di quello che gli inverni parigini potevano offrire. Il suo laboratorio a Sevran era stato chiuso dal governo francese ed egli fu costretto a installarne un altro in qualche altro posto. All'interno dei confini della Francia non sarebbe stato possibile costruirlo, ma l'Italia, che aveva acquistato la licenza della sua balistite, avrebbe potuto essere più comprensiva. La combinazione di queste due esigenze poteva offrirla Sanremo, la bellissima stazione balneare situata a una dozzina di miglia da Nizza. Sanremo disponeva anche di buoni mezzi di comunicazione. Si poteva arrivare abbastanza velocemente a Parigi; da quando la galleria ferroviaria del San Gottardo era stata aperta, si poteva facilmente raggiungere l'Europa centrale. Il trasloco a Sanremo non fu cosa facile e soltanto nel 1893 la villa fu pronta; una serie di camere per gli ospiti, una scuderia, un deposito per carrozze, un laboratorio e un impianto sulla spiaggia".

Lo svedese professor A. Key, rettore dell'Istituto Karolinska visitò "Mio nido" - così Nobel aveva battezzato la sua dimora - notando con ammirazione la costruzione e l'ospitalità di Nobel. Key conobbe Nobel grazie alla donazione all'Istituto che ebbe luogo dopo la morte di Andrietta Nobel, ma non riteneva di essere in confidenza a tal punto da fargli visita. Si rivolse così a un cameriere che gli mostrò il parco della residenza; il giorno dopo Nobel venne a trovarlo in albergo e lo invitò a cena nella sua villa. Trascorsero una piacevole serata insieme e Nobel spiegò quanto, nonostante egli stesso non sentisse il bisogno di vivere nel lusso, la sua attività gli richiedesse spazio per i suoi numerosi ospiti.

 

http://www.villanobel.provincia.imperia.it/
http://www.nobelprize.org/alfred_nobel/biographical/articles/sanremo/

 

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